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Consorzio-tutela-Valcalepio

L’azienda nasce nel 1996 dal desiderio di produrre vini pregiati che oggi, attraverso l’apprezzamento del consumatore e importanti riconoscimenti internazionali – conferiti dai concorsi enologici quali VinitalyConcours Mondial de Bruxelles e Merano Wine Festival – sono garanzia di qualità.

I vini esprimono forza e armonia raccontando la storia quotidiana dell’azienda e delle persone che vi lavorano: 1,8 ettari di estensione vitivinicola con produzione di 5000 bottiglie annue classificano Castello degli Angeli come micro agricola.

Pendenze fino al 45%, scelta di metodi tradizionali di coltivazione, lavorazioni esclusivamente a mano: potatura, vendemmia verde, scacchiatura, spollonatura, vendemmia tardiva permettono la produzione di vini naturali, così come i processi di invecchiamento e affinamento in cantina caratterizzati da criteri moderni e innovativi, ne rispettano totalmente l’integrità organolettica.

Enologi geniali, prima Rainer Zierock ora Fabio Bigolin trasformano così ogni chicco d’uva in un’aristocratica espressione d’arte enoica.

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L’azienda nasce nel 1996 dal desiderio di produrre vini pregiati che oggi, attraverso l’apprezzamento del consumatore e importanti riconoscimenti internazionali – conferiti dai concorsi enologici quali VinitalyConcours Mondial de Bruxelles e Merano Wine Festival – sono garanzia di qualità.

I vini esprimono forza e armonia raccontando la storia quotidiana dell’azienda e delle persone che vi lavorano: 1,8 ettari di estensione vitivinicola con produzione di 5000 bottiglie annue classificano Castello degli Angeli come micro agricola.

Pendenze fino al 45%, scelta di metodi tradizionali di coltivazione, lavorazioni esclusivamente a mano: potatura, vendemmia verde, scacchiatura, spollonatura, vendemmia tardiva permettono la produzione di vini naturali, così come i processi di invecchiamento e affinamento in cantina caratterizzati da criteri moderni e innovativi, ne rispettano totalmente l’integrità organolettica.

Enologi geniali, prima Rainer Zierock ora Fabio Bigolin trasformano così ogni chicco d’uva in un’aristocratica espressione d’arte enoica.

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